Stabat Mater
STABAT MATER
Con Silvana Torto soprano e Marta Codognola contralto
Musiche di Giovan Battista Pergolesi
Paola Talamini organo
Organo Dacci 1782-83
“Stava la madre dolorosa presso la croce da cui pendeva il figlio”
La voce della madre racconta la morte del figlio, il suo tremare scosso dal soffio dello spirito che lo abbandona, lo stesso Spirito che tornerà nel mondo per innalzarlo alla gloria del Paradiso (“Quando corpus morietur, Fac ut animae donetur Paradisi gloria”).
I tre quadri in Fa minore, il primo, il sesto e il dodicesimo, dei dodici numeri dello Stabat pergolesiano sono i tre “chiodi” che tengono appeso il Figlio ai due legni della croce. Il dolore dell’uomo nel mondo è il dolore della madre che accolse lo Spirito nel suo grembo e che ora lo rende al Padre. Quella Madre che lo vide nascere al mondo (“Vidit suum dulcem natum”) ora lo vede morire “desolatum”, cioè vuoto (“Moriendum desolatum”). Questo è l’incontro, il cuore, dei due legni che formano la croce; siamo al centro della composizione musicale dello Stabat, al quadro numero sei: nel “Dum emisit spiritum” tre silenzi (pause) attirano a sé tutta la forza generatrice dell’intera narrazione musicale. La Madre “vede”, assiste da spettatrice al dramma che si compie perché il Figlio ritorni al mondo nella luce della gloria del Padre. “Chi crede in me, non crede in me, ma in colui che mi ha mandato; chi vede me, vede colui che mi ha mandato. Io come luce sono venuto nel mondo perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre.” (Gv 12, 44-46)
Il Figlio è dunque venuto al mondo per fare la volontà del Padre ed ecco che lo Stabat si apre con l’obbedienza alla legge armonica del basso di Folia, un ostinato di origine portoghese assai usato per le composizioni del Settecento.
Ma come rappresentare la doppia natura umana e divina del Figlio dell’Uomo, la carne che assume in sé la luce eterna? Le due Voci che si accostano in dissonanza entrano nella composizione con la forza del dolore dei chiodi piantati in un corpo come un prisma che una stessa luce scompone. I protagonisti vocali dello Stabat di Pergolesi sono due e uno allo stesso tempo: Soprano e Contralto non danno voce a personaggi di una tragedia, ma incarnano le braccia dell’uomo aperte sulla croce per un unico gesto d’amore.
Pergolesi scrisse lo Stabat Mater su richiesta della Confraternita di S.Antonio in Palazzo in Napoli per le esecuzioni del Sabato Santo; gli vennero riconosciuti ducati dieci, l’equivalente di ventidue Euro attuali. Ventiseienne, malato di tisi, riuscì a concluderlo a pochi giorni dalla morte. Il successo della composizione fu enorme ed il suo Stabat divenne presto il pezzo sacro più ricopiato del secolo, in tutta Europa.
Giovanni Battista Pergolesi (1710 – 1736)
Stabat Mater
Sequenza in fa minore per soprano, contralto, archi e basso continuo
- Stabat Mater dolorosa: Grave (fa minore) – duetto per soprano e contralto
- Cuius animam gementem: Andante amoroso (do minore) – aria per soprano
- O quam tristis et afflicta: Larghetto (sol minore) – duo per soprano e contralto
- Quae moerebat et dolebat: Allegro giocoso (mi bemolle maggiore) – aria per contralto
- Quis est homo, qui non fleret: Largo (do minore) – duo per soprano e contralto
- Vidit suum dulcem natum: A tempo giusto (fa minore) – aria per soprano
- Eja, Mater, fons amoris: Andantino (do minore) – aria per contralto
- Fac, ut ardeat cor meum: Allegro (sol minore) – duo fugato per soprano e contralto
- Sancta Mater, istud agas: A tempo giusto (mi bemolle maggiore) – duo per soprano e contralto
- Fac, ut portem Christi mortem: Largo (sol minore) – aria per contralto
- Inflammatus et accensus: Allegro ma non troppo (si bemolle maggiore) – duo per soprano e contralto
- Quando corpus morietur: Largo assai (fa minore) – duo per soprano e contralto
- Amen: Presto assai (fa minore) – duo fugato per soprano e contralto.
Testo
| Stabat mater dolorosa juxta crucem lacrimosa, dum pendebat filius. |
Stava la madre addolorata, in lacrime, ai piedi della croce dalla quale pendeva il figlio. |
| Cujus animam gementem, contristatam ac dolentem pertransivit gladius. |
La sua anima sconsolata, angosciata, prostrata una spada ha trapassato. |
| O quam tristis et afflicta fuit illa benedicta mater unigeniti! |
Com’era sgomenta e afflitta la benedetta madre dell’unigenito! |
| Quae moerebat et dolebat et tremebat, cum videbat nati poenas incliti. |
Si affliggeva, si lamentava e tremava, vedendo le sofferenze del suo figlio glorioso. |
| Quis est homo qui non fleret, matrem Christi si videret in tanto supplicio? Quis non posset constristari Christi matrem contemplari dolentem cum filio? Pro peccatis suae gentis vidit Jesum in tormentis, et flagellis subditum. |
Quale uomo non piangerebbe alla vista della madre di Cristo in un simile supplizio? Chi potrebbe non provare compassione contemplando la pia madre che soffre insieme al figlio? Per i peccati del suo popolo vide Gesù torturato e flagellato. |
| Vidit suum dulcem natum moriendo desolatum, dum emisit spiritum. |
Vide la sua dolce creatura morire abbandonata, esalare l’ultimo respiro. |
| Eja mater, fons amoris, me sentire vim doloris fac ut tecum lugeam. Fac ut ardeat cor meum in amando Christum Deum ut sibi complaceam. |
Ebbene, madre, sorgente dell’amore, fammi provare la forza del dolore, fammi piangere con te. Fa’ che bruci il mio cuore dell’amore di Cristo Dio, perché possa essergli gradito. |
| Sancta mater, istud agas, crucifixi fige plagas cordi meo valide. Tui nati vulnerati, tam dignati pro me pati, poenas mecum divide. Fac me vere tecum flere, crucifixo condolere, donec ego vixero. Juxta crucem tecum stare, te libenter sociare in planctu desidero. Virgo virginum praeclara, mihi jam non sis amara: fac me tecum plangere. |
Santa madre, fa’ questo per me: imprimi le ferite del crocifisso con forza nel mio cuore. Fammi condividere lo strazio di tuo figlio ferito, che è arrivato a soffrire tanto per me. Fa’ che il mio pianto sincero si unisca al tuo, fammi soffrire col crocifisso finché avrò vita. Restare con te presso la croce, unirmi volontariamente a te nel pianto è quanto desidero. Vergine splendida fra le vergini, sii benevola con me: lascia ch’io pianga insieme a te. |
| Fac ut portem Christi mortem, passionis fac consortem, et plagas recolere. Fac me plagis vulnerari, cruce hac inebriari, ob amorem filii. |
Fa’ ch’io provi la morte di Cristo, il destino della sua passione, fa’ che riviva le sue ferite. Fammi piagare dalle sue ferite, inebriare di questa croce, per amore del figlio. |
| Inflammatus et accensus, per te, Virgo, sim defensus in die judicii. Fac me cruce custodiri, morte Christi praemuniri, confoveri gratia. |
Ardente, fervente, ch’io sia difeso da te, vergine, nel giorno del giudizio. Fa’ che sia protetto dalla croce, difeso dalla morte di Cristo, confortato dalla grazia. |
| Quando corpus morietur fac ut animae donetur paradisi gloria. Amen. |
Quando il corpo morirà, fa’ che all’anima sia donata la gloria del paradiso. Amen. |

