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SUMMARY:Goldberg Variations
DESCRIPTION:Johann Sebastian Bach (1685-1750)\nVariazioni Goldberg BWV 988\n \nAria\nVariazione I\nVariazione II\nVariazione III Canone all’unisono\n \nVariazione IV\nVariazione V\nVariazione VI Canone alla seconda\n \nVariazione VII al tempo di Giga\nVariazione VIII\nVariazione IX Canone alla terza\n \nVariazione X Fughetta\nVariazione XI\nVariazione XII Canone alla quarta, contrario motu\n \nVariazione XIII\nVariazione XIV\nVariazione XV Canone alla quinta, contrario motu\n \nVariazione XVI Ouverture – Fuga\nVariazione XVII\nVariazione XVIII Canone alla sesta\n \nVariazione XIX\nVariazione XX\nVariazione XXI Canone alla settima\n \nVariazione XXII Alla breve\nVariazione XXIII\nVariazione XXIV Canone all’ottava\n \nVariazione XXV Adagio\nVariazione XXVI\nVariazione XXVII Canone alla nona\n \nVariazione XXVIII\nVariazione XXIX\nVariazione XXX Quodlibet\nAria da capo\n \nIl titolo Variazioni Goldberg è dovuto ad un aneddoto raccontato nel 1802 da Nikolaus Forkel, primo biografo di Bach. Secondo il Forkel, l’Aria con variazioni era stata commissionata a Bach da un nobiluomo di Dresda, Hermann Carl von Keyserlingk, che soffriva di insonnia e che allievava la noia delle notti in bianco ascoltando pezzi per clavicembalo suonati da Johann Cottlieb Goldberg, ex allievo del figlio maggiore di Bach, Wilhelm Friedemann, ed allievo di Bach nel 1742 e nel 1743. Altri indizi estrinseci ed esteriori (la mancanza della dedica formale a Keyserlingk, richiesta dal protocollo settecentesco, e la tenera età di Goldberg, allora [1741] quattordicenne), indicano che le cosiddette Variazioni Goldberg non nacquero come lavoro su commissione, ma fecero parte fin dall’inizio del progetto della Clavier-Übung, di cui costituiscono un grandioso finale (il IV Volume). Ciò non esclude, naturalmente, che Goldberg, entrato al servizio del Keyserlingk, non utilizzasse le Variazioni per distrarre il suo padrone insonne.\nLe  variazioni si concludono con un Quodlibet  in cui Bach sovrappone al basso dell’Aria le melodie di due canzoni popolari, rispettivamente “Sono così a lungo restato lontano da te, ritorna, ritorna, ritorna” e “Cavoli e rape mi hanno fatto fuggire. Se mia madre avesse cucinato della carne sarei restato più a lungo. “Cavoli e rape” è una Bergamasca – anzi, Pergamasca – emigrata dalla Lombardia nella Germania centrale e contenuta in un codice della fine del Seicento; l’altra canzone è stata alla fine ritrovata in una pubblicazione uscita a Lipsia nel 1696.\nLa divisione in dieci gruppi, con un ordinamento progressivo dei canoni e con il culmine del Quodlibet, scandisce l’articolazione rigorosamente geometrica della struttura. Alla divisione per gruppi di tre variazioni s’affianca però nelle Goldberg un altro tipo di divisione, una divisione in due grandi parti simmetriche. La sedicesima variazione è una vera e propria Ouverture alla francese (introduzione in movimento lento, seguita da un fugato), nettamente differenziata rispetto a tutte le altre variazioni. Siccome Bach prescrive che l’Aria venga ripetuta dopo la trentesima variazione, nella forma dell’opera si crea questa divisione dei trentadue pezzi in sedici e sedici (trentadue, lo ricordo al lettore, sono anche le battute dell’Aria).\n \nOrgano Francesco Dacci 1782-83\nPaola Talamini organo\n \n
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